La tua è un'opera vera: c'è la carne, c'è il sangue, c'è il freddo e c'è il caldo, e c'è l'afrore degli umori della passione così come sono davvero, impuri e sconvolgenti, non estetizzati. C'è tutto e, anche quando non è completamente chiaro, rimane sempre vivido, reale, concreto. Chi legge se ne accorge, empatizza. Non è una scrittura fatta, come diceva il buon Bertoli, "con i dosaggi esatti degli esperti". È una scrittura di strada, secca e diretta eppure al tempo stesso non leggera, mai superficiale. C'è dentro un po' di Pasolini e un po' di action movie indipendente. È una stesura fiume, una scrittura immediata e istintiva che da sempre l'impressione di stare accadendo proprio adesso. Non c'è niente di rifinito, è tutto in fieri, e tutta questa tensione narrativa con la fatica autoriale che la accompagna arriva al lettore e lo coinvolge. Tutti dicono sempre che "il pubblico è cambiato" ma in fondo non è poi così vero: quando ci sono dentro certe cose la gente lo sente, lo percepisce istintivamente e così rimane, continua a leggere.