SilkMoonPerfume
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«Questo cappello resta a me come pegno, Miller. E non lo riavrai finché non mi bacerai.»
«Preferisco morire soffocata, Blackwood.»
«Vedremo chi cede prima.»
A Todt Hill, sull'alta collina di Staten Island, tutti conoscono le regole.
Joana Miller è la Golden Girl: figlia della leggenda del baseball George, diciassette anni, capelli biondi scolpiti nel marmo, voti perfetti e un futuro già scritto in lettere d'oro tra le aule di Legge alla Columbia. Una bambolina intoccabile rinchiusa in una gabbia di vetro.
Ben Blackwood è l'anomalia del sistema: figlio ribelle del miglior cardiochirurgo della città, diciotto anni, occhi color ambra che leggono attraverso i muri, una mente da Ivy League e le nocche segnate dalle corde metalliche della sua chitarra. È il leader degli Electric Sinners, vive a tavoletta su una BMW blu elettrico e profuma di sandalo, fumo e disastri annunciati.
Si conoscono da sempre. Si detestano da anni.
O almeno, è questa la menzogna che raccontano ai loro genitori durante i brunch impeccabili del Country Club.
Ma quando una vacanza di due settimane negli Hamptons li costringe a vivere sotto lo stesso tetto, tra il calore dell'oceano e il silenzio complice della notte, la guerra diplomatica comincia a perdere colpi:
Un cappello rosa sequestrato come riscatto per un bacio.
Due ore intrappolati in un'auto a fari spenti tra le dune di Montauk, a respiro condiviso.
Un abito fucsia che scivola via nel buio.
E una melodia acustica suonata contro un vecchio pedalò in secca, dove l'orgoglio di entrambi chiederà un conto troppo salato da pagare.
«Ben... ti prego. Baciami. Sono tua... sono sempre stata tua.»
Era a un millimetro dalla mia bocca.
Tremava tra le mie braccia, viva, nuda, disarmata.