BettaVance
Ci sono due tipi di bugie.
Quelle che racconti agli altri...
e quelle che ti tengono in vita.
Io non ricordo quando ho iniziato a raccontare le mie.
Forse non è mai stata una scelta.
So solo che ogni notte qualcuno torna a cercarmi.
Non ha un volto preciso. Non ha un nome.
È fatto di suoni spezzati, luce accecante e silenzi troppo lunghi.
E ogni volta mi lascia qualcosa tra le mani-
una sensazione, un dettaglio, un errore.
Mai la verità.
Dicono che il cervello protegga da ciò che potrebbe distruggerti.
Se è così... allora io devo aver visto qualcosa di davvero imperdonabile.
Qualcosa che valeva la pena cancellare.
Ma i ricordi non spariscono davvero.
Restano sotto pelle. Aspettano. Osservano.
E quando tornano...
non bussano.
Strappano.
-
A New York ho ricominciato da capo.
Nuova scuola. Nuove regole. Nuovi volti da ignorare.
Funziona sempre, all'inizio.
Finché non incontri qualcuno che guarda troppo a fondo.
Qualcuno che capisce che sotto la superficie... c'è qualcosa che non quadra.
O peggio-
qualcuno che vuole scoprirlo.
E poi ci sono quelli che giocano.
Quelli che sorridono mentre mentono.
Quelli che trasformano ogni parola in una scommessa.
Quelli che non perdono mai davvero-
perché non stanno giocando la stessa partita.
-
Il problema delle bugie è che funzionano.
Finché non smettono.
E quando succede, non perdi solo la partita.
Perdi il controllo.
Perdi la verità.
Perdi te stessa.
-
E allora dimmi...
se tutto ciò che ricordo è una menzogna,
chi ha deciso quale verità meritavo di dimenticare?