IsyKookiah
Tre anni dopo quella notte a Barcellona, tra le sirene che fendevano le strade spagnole sotto la pioggia e la corsa disperata in ospedale, la bolla di protezione in cui il gruppo si era rifugiato era giunta al termine.
L'agenzia aveva detto basta: la tregua è finita.
il gruppo doveva tornare sul mercato globale con un album d'impatto e un imminente World Tour. Ma i ragazzi erano un'ombra di ciò che erano.
Lavorare insieme negli studi di prova era diventata un'agonia fatta di silenzi pesanti e sguardi carichi di risentimento.
I ragazzi erano spaventati per Jungkook: vedendo quanto si stava distruggendo da solo, cercado in ogni modo di stargli vicino, di sostenerlo e di farlo respirare. Ma Jungkook si sentiva un guscio vuoto, indegno del loro affetto. E come punizione, sullo zigomo sinistro portava una piccolissima cicatrice bianca: un marchio impresso sulla pelle che gli ricordava, ogni singolo istante, che la sua vita era spezzata. E ricordargli che da certi incubi non ci si sveglia: si impara soltanto a conviverci.
L'unico a mantenere un distacco gelido e insuperabile è Yoongi. Essere il fratello di Gin rende il suo dolore diverso, una ferita che non riesce a rimarginarsi. Tra lui e Jungkook il silenzio è un muro invisibile ma altissimo. Le sessioni di prova erano estenuanti per tutti, con il resto del gruppo che cerca di fare da cuscinetto per evitare che la tensione facesse esplodere la stanza.
Mentre Nam ed Evelyn cercavano di fare da ancora per tutti tenendo saldo il loro amore, il tour sbarcherá a New York per una serie di tappe fondamentali ed eventi a cui i ragazzi dovranno partecipare.
La città oltreoceano divententerà il teatro dei ricongiungimenti. Yoongi si ritroverá faccia a faccia con Harley, e rivedersi riaprirá ferite mai chiuse.
In tutto questo, il nome di Gin rimane un tabù sfiorato pochissimo, un'ombra spettrale che condiziona ogni scelta e ogni respiro dei protagonisti.